martedì 22 settembre 2009

Creatività e disturbi mentali (C. Lombroso – S. Freud)

Oltre che Jaspers anche Lombroso e Freud si sono interessati al nesso malattia mentale e creatività.

Nella seconda metà del XIX secolo, Cesare Lombroso, psichiatra italiano, nella sua opera "Genio e Follia" del 1864, attirò l'attenzione sul nesso malattia mentale-creatività. Egli mostrò, attraverso le biografie che grandi uomini, come Tasso, Newton, Rousseau, etc., avevano sofferto di attacchi di pazzia e ne trasse la conclusione che la genialità non è altro che una forma particolare di malattia mentale. A suo parere gli individui che si comportano diversamente dagli altri lo fanno perché hanno tare neurologiche essenzialmente su base ereditaria. In "Genio e Follia" la genialità viene intesa come una forma di anormalità e di diversità.

All'inizio del XIX secolo Sigmund Freud nei famosi saggi sulla Gradiva, la novella dello scrittore tedesco Jesen, sul Mosè di Michelangelo e sull'infanzia di Leonardo da Vinci fece notare l'idea di un nesso tra genio-follia. Per Freud la genialità non era segno di una tara, ma espressione di un lato della psiche umana presente in tutti. L'attività artistica, al pari della nevrosi, sta a testimoniare a suo parere l'esistenza dell'inconscio, cioè della parte irrazionale e nascosta della nostra psiche.

Al di là di queste prese di posizioni, va detto che al rapporto creatività-disturbi mentali si interessa abitualmente la psichiatria, perché a volte i malati mentali, specie quelli sofferenti di disturbi di tipo schizofrenico, mostrano attitudini e tendenze creative. Gli studi sulla creatività sviluppatasi in psicologia, pedagogia e sociologia nella seconda metà del XX secolo, hanno messo in evidenza punti di contatto tra creatività e manifestazioni patologiche. Comunque il problema del nesso creatività-malattia mentale resta ancora aperto.

(Metodologia della ricerca socio-psico-pedagogica di Bianchetti.)

lunedì 14 settembre 2009

Creatività e disturbi mentali (Jaspers)

Alla fine delle scuole superiori, pensando di preparare la tesina per la maturità su “Il Genio nella pittura”, ho letto il libro “Genio e Follia” del filosofo Karl Jaspers, che ovviamente consiglio di leggere; uno dei capitoli di questo libro è dedicato completamente a Van Gogh, il pittore che avevo ideato per la tesina. Jaspers in questo libro analizza l'insorgenza e il decorso della malattia di Van Gogh, unitamente alla produzione artistica e alla trasformazione delle sue opere, interessandosi così al nesso genio-follia. Infatti, egli afferma che : “ lo spirito creativo dell'artista, pur condizionato dall'evolversi della malattia, è al di là dell'opposizione tra normale e anormale e può essere metaforicamente rappresentato come la perla che nasce dalla conchiglia: come non si pensa affatto al difetto della conchiglia ammirandone la perla, così di fronte alla forza vitale dell'opera non pensiamo alla schizofrenia che forse era la condizione della sua nascita”;ossia pensa che la genialità si colloca in un ambito che trascende i ragionamenti correnti. Secondo Jaspers, i disturbi mentali hanno facilitato l'evoluzione artistica di Van Gogh, infatti la malattia avrebbe influito facendo da stimolo, perché l'artista ha intensificato lo sforzo innovativo per averla vinta sul male che lo stava disgregando, anche se in parte la malattia ha provocato un deterioramento della qualità della sua produzione.

Van Gogh aveva iniziato fin da piccolissimo a soffrire di alcuni disturbi, in quanto sua madre lo riteneva responsabile di aver preso “il posto” di suo fratello morto subito dopo la nascita. Infatti, Van Gogh, nei disegni iniziali rappresenta una culla senza nessuno mai vicino. Questo secondo me rappresentava la mancanza d'affetto che lui sentiva e per cui soffriva e che via via lo porterà a isolarsi, successivamente ad ammalarsi e infine ad uccidersi.

(Genio e follia di K. Jaspers; Metodologia della ricerca socio-psico-pedagogica di Bianchetti.)

domenica 30 agosto 2009

Tra la lode e la critica

Senz'altro bisogna optare per la lode. Infatti, la lode è collegata con la creatività; è stato dimostrato che anche il neonato reagisce positivamente all'approvazione e all'amore e, crescendo, avrà un intimo senso di sicurezza che favorirà l'esplorazione creativa nel corso di tutta la vita. Se durante la crescita si vuole incoraggiare il bambino ad attività sempre più creative, bisogna lodare i suoi risultati; le critiche servono solo a dissuaderlo da qualsiasi iniziativa. La mancanza di fiducia nelle proprie capacità è un ostacolo alla creazione, dunque anche secondo me per aiutare il bambino a non avere paura delle proprie idee, egli va sempre elogiato e spronato. Allora un evviva a tutte le creazioni, scarabocchi compresi.

(La psicologia nella vita quotidina, Zannichelli di Farnè-Sacco)

giovedì 2 luglio 2009

Tecniche per creare

Oltre alle tecniche per pitturare, ho osservato che esistono anche delle tecniche per creare, infatti oltre ai disegni “colorati”con varie tecniche, ho trovato nei miei ricordi della materna un'infinità di disegni “creati” incollando vari materiali, ne elenco alcuni:
  • Striscioline di carta colorata o di giornale,

  • Filo di lana o cottone,

  • Strisce di tessuti,

  • Piume,

  • Bottoni,

  • Conchiglie,

  • Sassolini,

e altro ancora.

Queste tecniche servono a stimolare l'immaginazione e la fantasia di ogni bambino.

Un modo di fare arte che ho sperimentato personalmente fin dall'infanzia e che mi affascina tuttora è quello della riproduzione e della stampa. In ambito artistico la riproduzione permette di creare vere e proprie opere d'arte solamente colorando e sovrapponendo a metà un foglio.

Un modo speciale di fare arte che diverte e stupisce qualsiasi bambino, in quanto la stampa è come una magia che fa apparire quello che prima non esisteva.

martedì 16 giugno 2009

La libertà di sperimentare

Sono giunta alla conclusione che: il bambino ama scarabocchiare, dipingere con le dita, modellare la plastilina, bisogna assolutamente lasciarlo fare ma con un minimo di istruzione e di guida. Le creazione che porterà a termine andranno poi molto lodate e apprezzate. Per lo sviluppo della creatività, è necessario comunque che il bambino abbia anche la padronanza di materiali e attrezzi, per dipingere in modo creativo bisogna conoscere l'uso dei pennelli e dei diversi tipi di colori. I genitori devono permettere al bambino di fare varie esperienze senza ostacolare, ciò permetterà al bambino di trovare quello che lo soddisfa maggiormente.

lunedì 18 maggio 2009

Tecniche di pittura


Vi ricordate un po' di tecniche di pittura sperimentate alla scuola d'infanzia?
Io personalmente si, perché tutti i miei disegni non sono stati buttati, ma sono custoditi per bene nella mia soffitta; non tanto tempo fa li ho riguardati tutti erano e sono per me ovviamente bellissimi, riguardandoli ho osservato le varie tecniche che ho utilizzato, ne elenco alcune:
Colla e farina,
Corda e tempera,

Sabbia e tempera,
Rullo e tempera,
Patate e tempera,
Carote e tempera,
Acqua e tempera,
Mani e tempera,
Piedi e tempera,
e altre ancora.
Dunque si può fare arte in qualsiasi modo!!!


mercoledì 1 aprile 2009

Dal punto alla linea

Una delle tantissime formule di geometria è che per un punto passano un'infinità di linee mentre per due punti passa una linea e solamente una. Ecco punti e linee sono anche l' A-B-C della comunicazione visiva. Da un punto che si espande in un movimento circolare si può formare una spirale, ecco dal punto nasce qualcosa, anzi possono nascere un'infinità di cose. I bambini scelgono un segno per caratterizzare un loro disegno. Si accorgono fin da piccolissimi che la matita lascia un segno diverso per la pressione e velocità con cui il segno viene tracciato, quindi scelgono a loro volta il segno che corrisponde maggiormente alla loro personalità, per esprimere quindi quello che sono e le loro sensazioni; può sembrare impossibile, ma tutto ciò è vero.

(Collettiva d'arte, Scuola d'infanzia G.Rodari, Portogruaro)